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giovedì 30 aprile 2015

'Geometrie a colori'

Non era certo il background predestinato a essere scelto da me per presentare l'immagine cardine della sessione di ritratti per Daniela e Gabriele.
Noi e gli sposi eravamo in riva al Ticino per studiare delle pose che contenessero elementi interessanti. Il fiume placido, le spiaggette in sassi, il verde della brughiera, il ponte in ferro.
Mentre cercavo inquadrature alternative scorgo un muro rosso vivo, mi avvicino e calcolo le distanze per un frame con un teleobiettivo lungo.
La sposa ha l'abito bianco - penso mentre formo a mente il rettangolo dell'ipotetico scatto - potrebbe essere una bella composizione se la posiziono li...magari mi abbasso e scatto a filo d'erba.
Volevo che rappresentasse l'immagine tipo: semplice, pulita, geometrie e colori arricchite dal sorriso di una giovane sposa felice.
Eccola qua: una foto che entrerà di diritto tra le opere esposte nel nostro studio fotografico. 

Foto: Corrado Cascone per www.rayclever.com
Editing: Corrado Cascone
All rights reserved © 2015
















In caso di pubblicazione
obbligo di menzione
'Foto: www.rayclever.com'

lunedì 25 febbraio 2013

Il potere, la bellezza e la paura



Corrado Cascone - all rights reserved


A chistu munno
chi ce mantene la bellezza ce cumanda.
Ma puro chi ce mantene lu pauro ce cumanda.
Lu munno iè nu battaglio
de bellezza e de pauro.

Accussì ne la notte nottosa
lu pauro e la bellezza ce s'attizzano battaglio
pe conquistà la scuraglia de l'ommeno.


da Groppi d'amore nella scuraglia di Tiziano Scarpa, Einaudi, 2005

mercoledì 20 febbraio 2013

L'istante di un riflesso

Giorgio Martini - all rights reserved

Incontri che si celebrano e si esauriscono in un momento. Incontri che necessitano dell'incrociarsi di uno sguardo, altri che di uno sguardo non hanno necessità. Vanno a incastonarsi tra i ricordi più puri, quelli degli amori mai consumati. Talvolta mai nemmeno concepiti.

Ricordi solo potenziali, attimi che vivono nell'istante di un riflesso e che si imprimono nella memoria per sempre.

Quanta bellezza, alle volte, in un solo istante.



In un cammino d'ieri oltrepassavo
a taglio la strada ferrata:
luccichio del silenzio in righe interminabili.
E brillò su una scheggia di ricordi
una ragazza sconosciuta,
soltanto veduta
sul fiorire degli anni.
Il suo viso, i suoi gesti nel contento
d'un cerchio d'amici
bruni e rosei di gioventù.

Poco dopo il momento in cui la vedo
di braccia bianche, d'ondeggiante vita
e pura d'occhi fermi nella gioia,
sparì. Non era
statua né stella, non idolo
di beltà, non lambita
dagli sguardi universali.
Fu come tante, da qualcuno amata,
simile a chi anche quest'oggi sorge
al desiderio di qualcuno.

Una ragazza di nuovo sparita
appena oltrepassato il luccichio
della strada ferrata.

Ferrovia e stradale di Agostino Richelmy da L'arrotino appassionato, Einaudi, 1965

giovedì 13 settembre 2012

Monumenti naturali

www.rayclever.com
Ray Clever Photographers - www.rayclever.com


La natura e l'uomo spesso intrecciano i propri percorsi. Cosa sarebbe di certi scorci di Roma senza le sagome dei pini marittimi o le campagne toscane private dei filari di cipressi che nell'immaginario collettivo ne rappresentano un elemento insostituibile?
La natura e i luoghi in cui l'uomo si è insediato entrano in relazione e instaurano un rapporto di reciproca valorizzazione: alberi secolari che sanno affascinare tanto quanto le dimore che li ospitano, siano queste castelli, resort o ville e che questi luoghi spesso incorniciano alla perfezione.

 Le dimore storiche ospitano spesso gli esemplari più speciali di un territorio, li custodiscono proteggendoli, dal momento che possono godere della splendida anomalia che antepone la Bellezza alle logiche dell'utilità e della praticità. Quanti magnifici esemplari sono stati sacrificati dalle amministrazioni pubbliche per far posto a parcheggi o nuove strade?

Gli alberi hanno memoria. E sanno rappresentare popoli e luoghi.
Un caso esemplare è costituito dai due splendidi gelsi secolari presenti presso la corte d'onore del Castello di Pomerio di Erba (CO), edificio di origine medievale che nei secoli ha cambiato diverse volte proprietà e subito numerosi interventi di restauro, rifacimento e ampliamento delle strutture.
I due gelsi bianchi sono una testimonianza di quando la dimora è stata trasformata in filanda, nel periodo in cui la produzione serica era una delle attività produttive più importati della Brianza e di cui Como è stata, fino a non molti decenni fa, capitale indiscussa.

 La vocazione del Castello di Pomerio è col tempo tornata a essere quella dell'accoglienza, ma i due alberi sono rimasti nel cortile diventando parte integrante della struttura, completando e sottolineandone la bellezza e l'armonia. In tutta la provincia non esistono due esemplari di tale valore e se sono sopravvissuti per oltre due secoli è anche grazie all'edificio che li custodisce gelosamente.

I due gelsi del Castello di Pomerio ne rappresentano l'identità: l'identità dell'edificio storico come l'identità della popolazione del comasco. Rappresentano e ricordano alle persone di questa zona il legame con la terra, la storia dell'alto artigianato legato alla produzione della seta, la cultura e la tradizione di una intero territorio.