venerdì 31 maggio 2013
Vele, dopo lo spettacolo il libro
In uscita in questi giorni per l'editore Marna, Vele. Una storia di Filippo Pozzoli.
Il testo teatrale interpretato da Matteo Castagna e messo in scena con successo per la prima volta al Teatro Excelsior di Erba dal regista Simone Severgnini lo scorso venerdì. Una produzione Il Giardino delle Ore.
Come era già successo per la locandina di Vele, anche per la copertina del libro è stata scelta una nostra immagine, realizzata durante le prove generali dello spettacolo.
Una galleria di fotografie di scena e di immagini delle prove è disponibile sul profilo Facebook dello Studio.
Un teatro vivo e attivo di questi tempi è una grande notizia, ai ragazzi de Il Giardino delle Ore va tutto il nostro incoraggiamento.
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giovedì 9 maggio 2013
Sempre sull'onda
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| Giorgio Martini - all rights reserved |
La tappa di ieri sera del "Bella e possibile tour"- il fitto calendario di appuntamenti della campagna di sostegno di Radio Popolare Milano - era assolutamente imperdibile. Sul palco delle Officine Creative Ansaldo di Milano due tra le band più importanti del panorama rock italiano: i Ministri e gli Afterhours (Manuel Agnelli e Rodrigo D'Erasmo in acustico), due generazioni di musicisti che rappresentano la continuità di un certo modo di vivere la musica e la dimensione live.
I gruppi hanno dato vita a due concerti molto diversi tra loro ma entrambi di grande intensità e apprezzatissimi dai numerosi spettatori. E' stata una serata densa e importante, l'ennesima dimostrazione che quando vengono create le occasioni giuste il pubblico risponde, e alla grande. A Radio Popolare il merito di averci creduto.
L'emittente milanese non può che essere soddisfatta. Soddisfatta del successo della serata, dei suoi quasi quindicimila abbonati, delle migliaia di sostenitori che le permettono, nonostante le correnti bizzarre del mercato editoriale, di essere ancora sull'onda dopo 37 anni.
Bella, libera e indipendente.
Nei prossimi giorni sui profili Facebook e Google+ dello Studio verrà publicata una galleria di immagini della serata all'OCA.
venerdì 26 aprile 2013
Verranno a chiederti del nostro amore
Lunedì scorso, quasi per caso al concerto di Cristiano De Andrè al Teatro Dal Verme di Milano, ho avuto il piacere di conoscere una grande artista. Come lui stesso ha ammesso non è facile essere figli di un genio ma, aggiungo io, non è nemmeno facile riuscire ad aggiungere qualcosa ai versi del padre Fabrizio. Lui ne è stato capace.
In uscita in questi giorni il nuovo disco di Cristiano De Andrè, Come in cielo così in guerra.
Di quella serata conservo la memoria di un'indimenticabile versione di Verranno a chiederti del nostro amore, con Cristiano solo al pianoforte.
Assolutamente da brividi.
Quando in anticipo sul tuo stupore
verranno a chiederti del nostro amore
a quella gente consumata nel farsi dar retta
un amore così lungo
tu non darglielo in fretta
non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole
le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore
dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"
nell'ipocrisia dei "mai"
non sono riuscito a cambiarti
non mi hai cambiato lo sai.
E dietro ai microfoni porteranno uno specchio
per farti più bella e pensarmi già vecchio
tu regalagli un trucco che con me non portavi
e loro si stupiranno
che tu non mi bastavi,
digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani
dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni
per ritornare dopo l'amore
alle carezze dell'amore
era facile ormai
non sei riuscita a cambiarmi
non ti ho cambiata lo sai.
Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre
come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre
i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro
i tuoi occhi assunti da tre anni
i tuoi occhi per loro,
ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo
o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo
e troppo stanchi per non vergognarsi
di confessarlo nei miei
proprio identici ai tuoi
sono riusciti a cambiarci
ci son riusciti lo sai.
Ma senza che gli altri non ne sappiano niente
dimmi senza un programma dimmi come ci si sente
continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito
farai l'amore per amore
o per avercelo garantito,
andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori
o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori
o resterai più semplicemente
dove un attimo vale un altro
senza chiederti come mai,
continuerai a farti scegliere
o finalmente sceglierai.
lunedì 22 aprile 2013
What A F**k!
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| Corrado Cascone - all rights reserved |
"What A Funk" live at the Honky Tonky
What A Funk: bestiali, selvaggi, potenti, prorompenti. Mai visto animali da palco simili a loro. Gli auguro un futuro sconvolgente zeppo di successi e di grandi folle da 80-90.000 sballati scatenati.
Fidatevi di me...questi sono forti! ;)
Una galleria di immagini del concerto del gruppo emiliano sarà pubblicata in questi giorni sui canali social dello Studio, Facebook e Google+ Fotogiornalismo... Stay tuned!
martedì 2 aprile 2013
Rocce, ghiaccio e stambecchi
Una giornata sulle Alpi Orobie con le macchine fotografiche a tracolla: Valbondione-rifugio Coca-lago di Coca e ritorno.
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| Foto Corrado Cascone - all rights reserved |
La salita al rifugio Coca è molto impegnativa: 900 metri di dislivello che non lasciano un attimo di respiro, dall'abitato di Valbondione in alta Val Seriana (BG) fino ai 1892 metri del rifugio.
Il panorama che ci si trova dinnanzi una volta giunti in quota è spettacolare. Niente a che spartire con certe valli alpine "patinate", qui a stupire è la durezza del paesaggio, grezzo, quasi lunare.
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| Foto Corrado Cascone - all rights reserved |
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| Foto Giorgio Martini - all rights reserved |
Quello è il loro territorio e lo sanno bene. I due fotografi "in visita" se ne torneranno presto da dove sono venuti, con gli occhi pieni di bellezza e un pugno di immagini da mostrare a chi ne avrà curiosità.
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| Foto Giorgio Martini - all rights reserved |
E' possibile visualizzare la galleria completa dell'escursione sulla pagina Facebook dello Studio o sul profilo di Google+ della Studio di Fotogiornalismo Ray Clever.
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lunedì 25 marzo 2013
Bela Lugosi's Dead
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| Street Parade, Zurich (CH) Ray Clever - all rights reserved |
Dedicato a tutti i vampiri. Cliccando sul link una galleria fotografica completa della Street Parade di Zurigo: vampiri e non solo...
White on white translucent black capes
Back on the rack
Bela Lugosi's dead
The bats have left the bell tower
The victims have been bled
Red velvet lines the black box
Bela Lugosi's dead
Undead undead undead
The virginal brides file past his tomb
Strewn with time's dead flowers
Bereft in deathly bloom
Alone in a darkened room
The count
Bela Logosi's dead
Undead undead undead
(Bauhaus - Bela Lugosi's Dead, 1979)
lunedì 18 marzo 2013
Strano mestiere
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| Elio Germano alla premiazione dei David di Donatello Giorgio Martini - all rights reserved |
Strano mestiere, quello dell'attore. Condannato a farsi corpo di un personaggio che esiste sulla carta, a dare forma fisica a un insieme di parole, a rendere visibile l'invisibile.
L'attore è un contenitore vuoto che accoglie dentro di sé nuovo senso ogni volta che calca la scena, aggiungendo la propria interpretazione, qualcosa di sé, a un personaggio che fino a poco prima esisteva solo nella fantasia del suo autore.
Gli impegni si susseguono, l'attore smette i panni di Arlecchino per indossare quelli di Cyrano, si sfila un ruolo e si accomoda l'altro come un vestito, senza soluzione di continuità.
Una scena, il trucco, una serata di gala, un'intervista.
Il pubblico.
L'attore è anche un personaggio pubblico. Un nuovo personaggio da indossare.
O da ospitare.
Strano mestiere quello dell'attore, che non è mai se stesso ed è se stesso mille volte e mille volte ancora.
Quante vite indossa? Quante riesce a sfilarsi di dosso? Quante gli rimangono dentro?
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