mercoledì 8 luglio 2015

I francesi amano Nibalì


I francesi amano Vincenzo Nibali, anzi, Nibalì!
E fanno bene, perché Vincenzo non tradisce mai. Le persone guardano la gara e cercano emozioni e lui le regala senza risparmiarsi. Vincenzo scatta, parte da solo, costringe gli altri a inseguirlo, poi riparte e va. La gente lo vede andar via e urla, tifa per lui, lo vuole spingere, e Vincenzo corre forte, combatte come un leone.
Non importa che vinca o meno.
Nibali è uno spettacolo e fa spettacolo!
Io amo quelli come lui!

foto: repubblica.it

venerdì 5 giugno 2015

Il live a Pompei è qualcosa di sacro


Il live a Pompei è qualcosa di sacro.
Da più di 40 anni Pompei vuol dire Pink Floyd, e Pink Floyd vuol dire Pompei. Ora, capisco tutto, ma che questi tre insulsi scimmiotti del mercato canterino dedicato a un pubblico di magnatutto senza cultura musicale pretendano di andare a fighettare in quel luogo, beh, mi fa venire voglia di radere al suolo Pompei prima che ci mettano piede.

Direttamente dal sito Ansa, l'articolo che ci ha fatto inorridire.


dal sito Ansa - link

giovedì 28 maggio 2015

Il Giro non delude


Lo scorso anno li abbiamo lasciati così, tra la nebbia e la neve del passo Gavia, nella tappa Ponte di Legno-Val Martello vinta da Nairo Quintana davanti a Ryder Hesjedal e Pierre Rolland.

Quest'anno attenderemo il passaggio dei corridori sull'impegnativa salita del Colle delle Finestre, cima Coppi del Giro d'Italia 2015 e ultima salita veramente impegnativa prima dell'arrivo al Sestriere: dai 688 metri slm di Meana di Susa ai 2178 della cima, 16 km di salita di cui gli ultimi 8 sterrati.

Ne vedremo delle belle indipendentemente da chi sarà in fuga e chi indosserà la maglia rosa perchè gli interpreti contano fino a un certo punto. I veri protagonisti su queste salite sono la fatica, la competizione, la passione e la tenacia e da questo punto di vista, siamo sicuri, non rimarremo a bocca asciutta.

Il Giro non delude mai.






lunedì 18 maggio 2015

I backstage sono speciali


I backstage sono speciali. La tensione che li attraversa è palpabile e ogni attore la stempera in modo diverso. C'è chi cerca la concentrazione chiudendo gli occhi e ripassando la propria parte, chi scherza come se niente fosse, chi si distrae giocando con il telefonino in attesa del proprio momento di calcare il palco e chi approfitta di un angolo libero dietro al sipario per scaldare i muscoli prima dell'ingresso in scena.

Anche dietro al sipario del circo si può trovare tutto questo: un organizzatissimo e colorato crocevia di personaggi, tra artisti che si preparano prima di entare in scena, attrezzisti che allesticono la pista tra una performance e l'altra e qualcuno che trova anche il tempo per delle effusioni amorose.

La galleria completa del backstage del festival del Circo di Montecarlo 2015 in questo album di Facebook. Potete trovarci Fumagalli che mangia un panino, la Principessa Stephanie che sbircia tra le tribune, elefanti che fanno stretching e molto altro che... solo al circo!


Foto e editing: www.rayclever.com - all rights reserved

lunedì 11 maggio 2015

La mala educación

E' il fenomeno di massa che più di ogni altro ha modificato lo stile di vita della maggior parte delle persone attorno a noi, e ha modificato anche la mia.
Sono un fotografo e sono aperto a tutto ciò che è innovazione e miglioramento.
Sono un professionista e sono abituato ad affrontare impegni e situazioni differenti per tipologia di servizio fotografico e condizioni logistico-ambientali.
Oggigiorno il progresso e i cambiamenti sono la vera quotidianità. Si susseguono rapidamente tanto che a volte ho paura di non reggerne il ritmo, ma sono convinto che i cambiamenti siano sempre positivi quando non rappresentino condizionamento e irretimento della persona fino a renderla inconsciamente schiava.
E così da professionista mi sono progressivamente scoperto a dover affrontare e risolvere il problema dell'invasione massiccia e dell'abuso di utilizzo di smartphone senza rispetto alcuno per le persone e per il mio lavoro.
Per un fotografo talvolta gli istanti per decidere ciò che deve fare sono pochi e basta una mano con uno smartphone (quando non è addirittura tutta la persona) davanti alla fotocamera per rovinare irrimediabilmente un'inquadratura importantissima e a pregiudicare un'intera fase di un evento.
Spesso chi vuole scattare una foto o riprendere un video neppure si pone la questione e si piazza dove meglio ritiene.
Per quanto mi riguarda, questo fenomeno è ormai degenerato nella mania di possesso di immagini e del loro utilizzo isterico. La necessità compulsiva di un selfie con la sposa di turno o la smania di cattura di un istante ritenuto importante; non c'è differenza, ma ciò che conta è farlo, senza porsi troppe domande.
Se poi si causano danni a un professionista e conseguentemente ai suoi clienti, beh, secondo la prassi corrente la frase di rito è: "Oh! Mi scusi! Non volevo"

Ma intanto...chi se ne frega! Io ho la mia fotina...che magari cancellerò subito se non è venuta bene, o domani, quando sarà passata la festa e di quella foto non mi interesserà più nulla.


lunedì 4 maggio 2015

L'imparzialità di un dettaglio

I momenti vissuti durante le fasi di preparazione possono riservare a una sposa immagini intime irripetibili.
La foto panoramica che narra di una stanza piena di amiche o il ritratto di una donna assorta nei pensieri di una 'non ancora sposa'.
La foto del make up artist che sta posizionando i suoi strumenti di lavoro o del fiorista che arriva per la consegna del bouquet.
Il disordine tipico di un ambiente in cui i preparativi fervono oppure camere decisamente più tranquille e immerse in una soffice nuvola profumata.
La foto di una mamma trafelata ma sorridente o di un padre apparentemente rilassato ma intimamente teso come una corda di violino.
La foto che racconta di un telefonata fuori dal protocollo al futuro marito per vedere se risponde con un desiderato 'Dimmi, amore...'

In quei momenti nulla mai sminuirà l'importanza di un dettaglio.
Il dettaglio è sempre fondamentale per dare il giusto tocco di artisticità.
Il dettaglio è imparziale: a lui non importa chi tu sia o cosa stia succedendo attorno a te: il dettaglio rende omaggio a un mondo senza tempo e senza legami materiali.

Il dettaglio parla di te. Grazie a lui avrai memoria di ciò che, timido e nascosto, tu rischiavi di perdere per sempre.

Foto: Corrado Cascone per www.rayclever.com
Editing: Corrado Cascone
All rights reserved © 2015


In caso di pubblicazione obbligo di menzione 'Foto: www.rayclever.com'



giovedì 30 aprile 2015

'Geometrie a colori'

Non era certo il background predestinato a essere scelto da me per presentare l'immagine cardine della sessione di ritratti per Daniela e Gabriele.
Noi e gli sposi eravamo in riva al Ticino per studiare delle pose che contenessero elementi interessanti. Il fiume placido, le spiaggette in sassi, il verde della brughiera, il ponte in ferro.
Mentre cercavo inquadrature alternative scorgo un muro rosso vivo, mi avvicino e calcolo le distanze per un frame con un teleobiettivo lungo.
La sposa ha l'abito bianco - penso mentre formo a mente il rettangolo dell'ipotetico scatto - potrebbe essere una bella composizione se la posiziono li...magari mi abbasso e scatto a filo d'erba.
Volevo che rappresentasse l'immagine tipo: semplice, pulita, geometrie e colori arricchite dal sorriso di una giovane sposa felice.
Eccola qua: una foto che entrerà di diritto tra le opere esposte nel nostro studio fotografico. 

Foto: Corrado Cascone per www.rayclever.com
Editing: Corrado Cascone
All rights reserved © 2015
















In caso di pubblicazione
obbligo di menzione
'Foto: www.rayclever.com'

sabato 17 gennaio 2015

Il Sale della Terra



Ieri ho visto il film ufficiale sulla vita e le opere di Sebastião Salgado, secondo me il più grande fotogiornalista mai esistito e ancora in vita.

Il film è molto denso, portatore di speranza, narrativo, e raggiunge punte di drammaticità difficili da raccontare se non grazie a immagini come quelle del brasiliano.

Ve lo consiglio, anche se tra gli attori non c'è nessuno di famoso e bello...



sabato 1 novembre 2014

la sposa Ebrea


Foto e editing: Corrado Cascone per www.rayclever.com


La sposa Ebrea.
Lei, prima del suo matrimonio prega


giovedì 23 ottobre 2014

indecifrabilità


Foto ed editing: Corrado Cascone per www.rayclever.com


Amo l'indecifrabilità del fuori-fuoco, la morbidezza della grana pellicola, il sapore del poco nitido e sono nemico della brillantezza di plastica che molti miei colleghi hanno scelto come loro standard.

martedì 14 ottobre 2014

Zappa




Sempre più convinti che si tratti del più grande compositore rock (ormai non più in vita), qui nel nostro studio, durante il lavoro quotidiano, prosegue l'approfondimento su Frank Zappa.
Lo sviluppo strumentale è davvero qualcosa di mirabolante.

Ve lo consigliamo!

Buona giornata!



lunedì 13 ottobre 2014

Il nudo femminile


Foto: Corrado Cascone per www.rayclever.com

Ottenere immagini di nudo femminile non è mai facile.
Non basta il mero corpo e non servono dettagli superflui: il compito del fotografo è quello di comunicare la bellezza che ogni donna possiede per natura.

La relazione con gli elementi del paesaggio non fa che esaltarne l'eleganza e la purezza.

mercoledì 24 settembre 2014

Songs of Innocence




Rimane molto poco della band combattiva e provocatrice degli anni 80-90.
Con questo ultimo LP la band di Dublino si dimostra più simile ai Green Day che a un vero gruppo rock. Canzoni pressoché indistinguibili l'una dall'altra, assoli di chitarra inesistenti, ritmica blanda e ultra-commerciale, per intendersi, quella che si sceglie quando si vuole piacere a tutti.
I brani del loro ultimo lavoro non scuotono, ma hanno l'unica funzione di non disturbare mentre magari si guida o si sbucciano le patate o si pulisce il bagno. Nulla di più che 'Acqua di Colonia' (Cit. Mr. Dubini).
Direi che posso depennare definitivamente gli U2 dalla lista delle grandi band alle quali invece appartengono Led Zeppelin Official, The Rolling Stones, Pink Floyd, David Bowie (Official), The Who, The Police e giusto poche altre ancora.

In ricordo dei tempi andati...



lunedì 28 luglio 2014

Ambulanze



Ambulanze Onu usate dai terroristi. Quello che dovreste sapere e invece, forse, non volete... Magari vi fa comodo non ammetterlo, ma questa è la realtà.




domenica 27 luglio 2014

E' ufficiale!




E' ufficiale!
Vincenzo Nibali ha vinto il Tour de France.
16 anni dopo la vittoria di Marco Pantani questo messinese sale sul gradino più alto agli Champs Elysees. Si è presentato al via indossando la maglia di campione italiano e come pochi altri grandi del ciclismo, è riuscito a vincere tutte e tre le grandi corse a tappe europee: Vuelta, Giro e Tour.

PS: Che nessun politico si azzardi a strumentalizzare Nibali come simbolo dell'Italia che vince. Vincenzo ha vinto da solo.

giovedì 26 giugno 2014

LOMO




Fare fotografie credo sia la cosa più semplice che chiunque possa fare in questo particolare periodo della storia dell’umanità. Oggi niente è facile come scattare una fotografia. Ho letto un articolo che riportava in megabyte la quantità giornaliera di dati immagazzinati con le sole fotografie e mi sono spaventato.
Inteso come singolo istante catturato, la foto sembra avere un’importanza tutta sua, disgiunta da esigenze artistiche o documentative. Si punta la fotocamera, si pigia il pulsante di scatto e il gioco è fatto. E mi perdonerete la rima. Indagare quale sia lo spirito che ci muove a un gesto simile sinceramente non mi interessa, ma mi corre l’obbligo di ricordare a tutti che c’è una corrispondenza seppur minima con un altro periodo storico che generò un nuovo mondo e, come conseguenza, un nuovo modo di vivere la fotografia.
Si chiamava Lomo, era una macchina fotografica concepita per essere diffusa tra la classe popolare sovietica. Costava poco, era spartana e per lo più plasticona, ma aveva la genialità inside: quelli che ritirarono le prime stampe si trovarono di fronte a colori strambi, bianchi e neri assurdi, contrasti esasperati, nitidezza assente, fuori fuoco incontrollabili e vignettature degne di un televisore vecchio di 30 anni, con lo schermo bruciacchiato dal troppo fumo di schifose sigarette consumate in una grigia stanzetta di un motel a Togliattigrad.
Cosa stavo dicendo? Non importa, tanto era una cazzata. Ah si, la Lomo!
Passato lo ‘sghibottimento’ generale qualcuno si accorse che quella roba di plastica era una figata, da sballo. Siccome non aveva un vero sistema di messa a fuoco allora ci fu chi decise di non inquadrare nemmeno. Macchine fotografiche impugnate e puntate a qualsiasi altezza e con qualsiasi angolazione. La casualità diventava l’elemento dominante. Non fregava un cacchio a nessuno, si scattava senza menate a ciò che piaceva cercando luci impossibili da percepire ad altezza d’uomo, si consegnava il rullino al fotolab, e quando si ritiravano le stampe di sicuro il capolavoro era compreso nel pacchetto. Il capolavoro, appunto, c’era sempre, dovuto alle intuizioni spesso geniali di persone già di per se dotate di sensibilità artistica e talento creativo. Niente schemi rigidi, niente regole fotografiche, solo l’istinto puro e la voglia di divertirsi. Sorsero circoli Lomo, si organizzarono esposizioni fotografiche, vennero stampati libri e addirittura fu redatto uno specifico statuto ancora oggi in vigore. Nata per i meno abbienti, Lomo era diventata leggenda senza assumere l’etichetta di status symbol, senza essere Leica. Ecco, Lomo fu questo, e la cosa bella è che l’attuale modo di fotografare legato anche e sopratutto agli smartphone ha riportato in superficie la possibilità di scattare liberamente, di sperimentare e ottenere immagini non convenzionali e dal forte impatto visivo. Ho visto gallerie fotografiche realizzate con l’utilizzo di smartphone degne di essere esposte in mondovisione tanto erano splendide, ipnotiche. Non mi importa se tutto questo è possibile grazie a dei software, a me importa poterlo fare!
Come fotografo sono felice per la voragine aperta su nuovi universi creativi dalle moderne soluzioni digitali. Ma sono contento solo per questo.
Ciò che invece mi deprime è che, come al solito, una massa consistente di rompicoglioni ha preso a girovagare senza requie e senza rispetto a destra e a manca, scattando senza senso a qualsiasi cosa si muova o luccichi. Scattano foto a tutto, non se ne domandano il perchè, poi si corrono incontro ridendo come ebeti per mostrarsi a vicenda la loro cagata, che sempre più spesso è un ridicolo selphie.
Per loro niente gallerie fotografiche, niente genialità, niente simpatia…solo la certezza che il frutto della loro aberrazione mentale sarà cancellato dalla memoria del proprio smartphone nel giro di qualche ora. Perché si sa, scattare foto non costa nulla e a far foto son bravi tutti, deficienti compresi.

mercoledì 14 maggio 2014

Su Circo!




Con piacere vi segnaliamo che alcune nostre immagini realizzate durante la manifestazione organizzata dall'Accademia di Arte Circense di Verona per la Giornata Mondiale del Circo 2014 sono state pubblicate su Circo, rivista ufficiale dell'Ente Nazionale Circhi.

La manistazione veronese, sotto la direzione di Andrea Togni, ha coinvolto centinaia di persone e dato la possibilità a decine di allievi di esibirsi sotto il grande tendone: un'opportunità molto formativa sia per gli artisti più esperti che per alcuni giovanissimi allievi che tuttavia non hanno tradito le aspettative.

I giovani talenti - dai 9 ai 16 anni - hanno offerto uno spettacolo di alto livello, dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, che il circo è una realtà vitale e straordinariamente apprezzata dal pubblico.
Le pretestuose e ignobili campagne mediatiche che troppo spesso tartassano la realtà circense, si sgretolano davanti alla passione e al lavoro di questi giovani artisti con il sogno di calcare i più grandi palcoscenici del mondo.

A loro il nostro più sincero augurio di successo.


Foto Giorgio Martini per www.rayclever.com

venerdì 9 maggio 2014

Takeshi Shikama in Italia


copyright Takeshi Shikama - shikamaphoto.com


Takeshi è un fotografo giapponese. Si è dedicato alla fotografia dal 2002 dopo una carriera nel campo del design. Le foreste lo hanno attirato fin da subito stimolando la sua passione per il grande formato. E’ il mondo invisibile, quello nascosto dietro il visibile che Shikama cerca di ritrarre. Il suo primo lavoro è stato pubblicato nel 2007 come Silent Respiration of Forests. Questo progetto è stato l’avvio di quella che è diventata la ricerca della sua vita. Nel 2008 ha lavorato ad una nuova serie, Utsuroi – Evanescence, costituita da quattro parti: Foreste, Campi Fiori di Lotus e Giardino. Nel 2009 aggiunge a queste una quinta parte: Paesaggi.
Ho visitato personalmente una sua mostra e sono rimasto impressionato dalla precisione delle stampe nelle quali nessun dettaglio si perde ma contribuisce a rendere la scena uniforme e ben equilibrata.

Takeshi sarà a Brescia dal 31 maggio al 22 giugno alla Wave Photogallery con Rustling of the Forest. Vi consigliamo di esserci!

lunedì 7 aprile 2014

Le foche sono cani sciolti





Sono stato al circo l'altra settimana. Al circo ci sono le foche ammaestrate.

Tutte le settimane gioco a calcetto e anche lì capita di incontrare le foche.

Nel calcetto settimanale ci sono tante categorie: quello che bara sul
punteggio, quello che si fa sempre male, quello che arriva sempre in
ritardo, quello che "Beppe passa sta cazzo di palla". E poi ci sono le
foche.

Non avviene spesso, non è una cosa abituale, ma nelle partite di
calcetto non si è sempre gli stessi, di settimana in settimana manca e
si aggiunge qualcuno: l'amico dell'amico che viene perchè all'ultimo
momento serve "il decimo".

Le foche in genere non sono amici di nessuno. A fine partita, nello
spogliatoio, ci si guarda chiedendosi "ma questo chi l'ha portato?!".
Nessuna risposta.

Le foche sono cani sciolti.

Le foche si contraddistinguono per un aspetto fondamentale: non
passano mai la palla. Quando ce l'hanno tra i piedi esibiscono
l'intero repertorio di veroniche e palleggi, svariano da una parte
all'altra del campo rigorosamente a testa bassa fino a quando
l'avversario non gli porta via il pallone (o gli rifila un meritato
pestone). Sì, perchè le foche snervano i compagni di squadra e ancor
più gli avversari, obbligati a correr dietro a questi palleggiatori
maledetti. Ad ogni modo, inveire contro di loro è assolutamente
inutile. Le foche non hanno orecchie quando hanno il pallone tra i
piedi.

Esiste solo un modo per conviverci ed è fermarsi. Fermarsi e ammirare.
Come al circo. La palla non te la passeranno mai e allora tanto vale
godersi lo spettacolo, il biglietto dopotutto l'hai già pagato (6,50
l'ora in media).

Occorre un po' di allenamento e di esperienza ma vi assicuro che
funziona: quando hanno la palla tra i piedi il tempo si sospende, la
scena è al ralenti. Loro saltellano di qua e di là con il pallone a
spicchi colorati sbattendo le pinne e sorridendo.

Le foche sorridono. Sorridono e sbattono le pinne.

Oink, Oink, Oink.

E' magnifico, credete di aver pagato per un'ora di calcetto e invece
vi godete la meraviglia di una foca in calzoncini corti che fa
volteggiare sul naso il suo pallone a spicchi.

Oink, Oink, Oink.

E' l'unico modo per resistere. Resistere all'impulso di tirargli un
calcio nel sedere, di strappargli i baffetti. Di sedersi a terra.

Mi sono talmente abituato a loro che non ne posso fare a meno. Alle
volte mi estraneo talmente tanto che quasi quasi mi scappa un
applauso. L'applauso sarebbe troppo ma... tieni, un bel pesciolino. Ne
vuoi un'altro? Va bene ma poi basta. Adesso basta, è finita la
partita, ci sono già quelli dell'ora dopo in campo.
Ragazzi, vi serve una foca?
Pallone colorato?
Pesciolino?
Oink.


PS: Da quando l'amico Corrado mi ha introdotto al concetto di foca nel
calcetto ho sviluppato una personale statistica: le foche sono
prevalentemente juventini. E, fatto su cui non ho ancora elementi
sufficienti ma che conto di verificare presto statisticamente, le
foche che hanno un cane, la domenica lo portano a spasso in centro.
Sicuro.

martedì 11 marzo 2014

Zino 'Gilelevič' Davidoff

Zino Davidoff

Zinovij Gilelevič Davidov nasce a Kiev, 11 marzo 1906 sotto l’impero russo.
Di origine ebraica, nel 1911 la sua famiglia è costretta ad emigrare a causa della situazione politica russa.
In Svizzera, più precisamente a Ginevra, suo padre Gilel apre una tabaccheria nel Boulevard des Philosophes.
Successivamente la famiglia francesizzò il nome in Davidoff.

Parallelamente, a Cuba con l'avvento del regime castrista venivano nazionalizzate le imprese di tabacco e gli Stati Uniti decretavano l'embargo sui beni prodotti a Cuba. Delle 39 fabbriche di sigari ne sopravvissero pochissime e il governo castrista, nonostante l'opposizione di Ernesto Che Guevara, decise che a Cuba si dovevano confezionare solo 4 moduli di sigari dall'industria tabacchiera di Stato, a fronte degli oltre 900 di prima della rivoluzione.
Pochi anni dopo, di fronte al disastro economico (l'industria tabacchiera era la seconda fonte di introiti per Cuba, dopo lo zucchero da canna) Fidel tornò in parte sui suoi passi, e decise di chiamare in suo aiuto un grande esperto ucraino-svizzero, appunto Zino Davidoff affidandogli il difficilissimo incarico di rivitalizzare un'industria ormai chiaramente allo sbando.
Davidoff recuperò numerosi marchi storici, li organizzò e li rilanciò a livello globale assicurandosi che il tabacco e la sua lavorazione riconquistassero e superassero la supremazia qualitativa degli anni precedenti la rivoluzione di Fidel.
A Zino Davidoff si deve la geniale invenzione dell'Humidor, contenitore umidificatore in vari formati e dimensioni utilizzato per la conservazione delle qualità per i quali i Sigari Cubani sono ritenuti i più pregiati.